Letteratura erotica, un
boom al femminile
Mezza dozzina di titoli pubblicati in poche
settimane. Tutti di letteratura erotica. E soprattutto
scritti da donne. E' il nuovo boom dell'eros al
femminile in versione letteraria, fino a pochi anni fa
un campo d'azione tradizionalmente riservato agli
uomini, tranne qualche eccezione. Qui a fianco gli
ultimi sei titoli italiani in ordine di tempo, con
l'attrice Pamela Villoresi che ne declama alcuni brani
per il Corriere online. Ogni libro è accompagnato da una
scheda e da un giudizio di Giorgio De Rienzo.


IN PRINCIPIO FU
BOCCACCIO di Giorgio De Rienzo
L'eros in letteratura, nella nostra tradizione,
è tutto al maschile. E' esplosione - libera e
scanzonata - di vitalità solare da Boccaccio ad Aretino.
Poi procede per ombre e luci. L'amore nell'autunno del
Rinascimento è ossessionato dalla Controriforma, che
porta al gusto della trasgressione. Nel Seicento è
invenzione di artifici, spolpati di realtà.
E' esibizione di una "meraviglia", che sa
immaginare amatrici d'eccezione: belle "zoppe" o
"balbuzienti", "gobbe" o "guerce". Nel Settecento,
composto e razionale, l'amore in superficie torna alla
naturalezza e alla libertà, ma nel profondo diventa un
eros faticoso, che ha bisogno dei marchingegni inventati
dal marchese di Sade. Nell'Ottocento prevale il
sentimento e la passione si fa più intellettuale che
carnale.
Ed ecco sogni perversi e ossessioni nascondersi
nelle metafore allusive inventate dal pudore: metafore
che sanno essere in realtà più sexy di quanto saprà
inventare D'Annunzio con il suo eros floreale. Poi nel
Novecento, fra turbe mentali e analisi spietate dei vizi
della borghesia, ritorna quella che Burgess definisce la
"legge imperiosa del sesso eretto". Ci saranno, fra gli
altri, i libri di Moravia, e intanto arrivano le donne.
I
modelli sono però d'importazione: vengono dalle pioniere
della ribellione femminista, dalle raffinate indagini
psicologiche di Colette, dalle audaci descrizioni di
amori lesbici di Anais Nin, dalle performance narrate da
Pauline Réage. Le "parole per dirlo" si fanno
esplicite, sono quelle nude e crude del linguaggio
popolare, tinte se mai di colorite variazioni
dialettali. Una tristezza.
Pensate al casto Ottocento. "Lui" era
l'"indomabile", il "ferro spietato", lo "scettro in
fiamme", se non si avviliva in un "floscio pungiglione".
"Lei" era "delizioso nido", "grotta", "adorabile
recesso", da cui sgorgava il "liquido divino" pronto a
unirsi al "lattiscente umore" del suo complice. Anche
nel kitsch, non è ben allegra questa invenzione di
linguaggio?
LA SITUAZIONE OGGI
Da qualche anno in qua l'eros sembra essere
diventato territorio gestito solo dalle donne in
carriera letteraria. Sarà forse perché il maschio
"pratica" sempre di meno, come raccontano le
statistiche? o perché ha perso il gusto
dell'immaginazione, nel dilagare della pornografia tra
cinema, televisione e Internet? Restiamo al fatto.
Gli amanti del genere hanno, anche in Italia, due
collane. La "Biblioteca dell'Eros" delle edizioni ES di
Milano, aperta a tutti, e "Pizzo nero" dell'editore
Borelli di Modena, che accoglie solo titoli scritti da
donne: un vero e proprio ghetto-harem.
Un'indagine fatta da Borelli segnala i gusti
mutati dei lettori d'oggi (35%) e delle lettrici (65%)
rispetto a cinque anni fa. Può essere un test di come
sono cambiati i gusti nelle fantasie. L'eroe maschile
prediletto nel '95 doveva essere "sessualmente
dominatore" (70%), ora è preferito "sottomesso" alla
donna (60%): più o meno - o sotto o sopra - deve essere
comunque "rude" e "atletico" esecutore, cioè strumento.
L'eroe "romantico" crolla: è sceso da un indice di
gradimento 48 al 35%.
E' cambiata anche la fantasia sul "dove
farlo". Cinque anni venivano prediletti luoghi come
conventi e prigioni (brutto segno), castelli e spazi
esotici erano in coda. Oggi si sogna di far l'amore fra
comodità e splendore, salgono nella classifica gli
alberghi di lusso e i castelli (probabilmente ricchi
di comfort), a picco vanno conventi e prigioni, mentre,
chissà perché, restano stazionari, a metà strada, gli
"ambulatori medici": che il sesso sia ridotto a terapia?
Ho l'impressione che siamo messi male.
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