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Articolo
apparso su "Panorama"
Roberto Barbolini e Davide Burchiellaro
Melissa, P. come proibita. Le ossessioni inedite di una Lolita
inquieta
Panorama, 18/12/2003
Un Matador voglioso. Una bella Ispanica pronta a concedersi. E poi la perdita della verginità e il sesso fetish. In "Bocciolo di rosa", romanzo mai pubblicato, esplode un talento erotico in erba. Che ha sedotto gli italiani.
Il linguaggio esplicito, le fantasie più ardite raccontate con la fresca curiosità di un'adolescente, il rapporto d'amore e d'intensa scoperta con il proprio corpo. Melissa P., campionessa dell'eros in libreria con Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire (Fazi editore), mostrava già uno spiccato talento per il genere hard anche prima dell'exploit editoriale (500 mila copie vendute, un record). E il suo primo romanzo inedito, di cui Panorama presenta di seguito alcuni brani, mostra nei temi e nei tratti descrittivi un inconfondibile marchio di fabbrica.
Ecco quindi alcuni passaggi pepati di Bocciolo di rosa, in cui l'aspirante Almudena Grandes di Aci Castello, allora 16enne, racconta i primi approcci con il sesso trasgressivo.
"Piango sotto queste coperte, penso a come sarebbe diversa la vita se i miei atteggiamenti fossero di una normale sedicenne senza troppa voglia di percorrere strade proibite e scandalose. Ma i sensi di colpa mi consumerebbero nel caso contrario: chi sarei se fossi diversa da come sono? Non sarei quella ragazzina minuta che sculetta quando cammina, quella che beve l'acqua mostrando un po' di lingua, quella che si sposta lo spacco per mostrare l'autoreggente. Ne varrebbe la pena? In molti sarebbero privati dei miei giochi... tutto diventerebbe una noia".
Dopo il malizioso incipit, Loly, la protagonista, rivanga le prime insopprimibili pulsioni autoerotiche, consumate davanti al videoregistratore con il telecomando in mano, a far rivivere la scena più eccitante del film hard "Matador":
"Una stanza immersa in una luce rossa e sul divano lei, la bella Ispanica nuda con la vagina in bella mostra... Lui, il Matador nudo che la osservava mentre si carezzava con una rosa dal lungo stelo: rossa, aperta e grossa, con un bocciolo nascosto tra le foglie. Volevo che la dividesse con me concedendomi almeno il bocciolo e la vista dell'uomo che la possedeva".
Ed ecco il primo amore, un ragazzotto scorbutico, sfuggente e cafoncello, che non la capisce ma che l'aiuterà a liberarsi di un peso insopportabile:
"Per tenermelo stretto gli dissi che avevo voglia di farlo. Era vero... ho passato un periodo in cui la voglia era tale da venirmi perfino durante le ore di lezione. S'impossessava di me il desiderio di fare sesso sopra il banco, sopra la cattedra, sotto gli occhi dell'insegnante e cercavo di soddisfare questa necessità strofinandomi sul piedistallo del banco: era ghiacciato e duro".
"Quella verginità di cui tutti parlano come bene inestimabile l'ho persa una mattina fredda in una stanza in disordine... Mi pesava come un fardello, era qualcosa da cui mi volevo staccare per godere della consapevolezza di me".
Loly scopre il senso di potere che le dà il sesso ed elegge la passione a regola di vita:
"La passione mi fa compiere azioni che altrimenti non farei, perdo qualsiasi contatto con la realtà e ne faccio ciò che voglio... Ecco la vera essenza dell'uomo: l'istinto. Senza istinto nessuno mai darebbe voce alle fantasie, che rimarrebbero sconfitte nella lotta contro la ragione. Perché, mi chiesi, non dare vita ai miei spiriti? Da quel momento via inibizioni".
Alla fine il gioco del sesso arriva all'estremo, ma per la Lolita siciliana è una delusione:
"Accettai la proposta di vederlo insieme ad altri. Sapevo che i componenti di questa orgetta sarebbero dovuti essere tre... me ne ritrovai cinque, tutti con un proprio fascino... Quella sera indossavo indumenti da vera puttana: autoreggenti, perizoma, seno nudo e una sciarpa stretta, il tutto di un eccitante pizzo nero... Stare nuda in mezzo ai ragazzi provocava in me quella sensazione di piacere intenso che si traduceva in libertà. Ma dopo ero sempre triste".
IO LA CONOSCEVO PROPRIO BENE: PARLA L'EDITORE CHE SEGUÌ I PRIMI PASSI DI MELISSA P.
Tutto cominciò due anni fa con uno scambio di lettere tra la futura reginetta dell'eros cybervisionario e l'inventore della
collana Pizzo nero. Che si fece sfuggire una penna bollente, ma sogna ancora di rivederla.
Per molto tempo, mi sono coricato presto la sera". Facile, no? È l'inizio della Recherche di Marcel Proust. E adesso indovinate quest'altro: "L'anno moriva, assai dolcemente". Molto bello, ma forse non troppo noto: è l'esordio del Piacere di Gabriele D'Annunzio. Se non avete azzeccato nessuno dei due, comunque, non disperatevi. C'è un solo incipit, stando alle vendite in libreria, che oggi risuona all'orecchio degli italiani familiare almeno quanto "Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno" di manzoniana memoria. È quello di Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa P.: "Diario, scrivo dalla mia camera semibuia tappezzata dalle stampe di Gustave (sic) Klimt e dai poster di Marlene Dietrich (...)".
Ebbene: Panorama è ora in grado di affiancargli "Sotto queste calde coperte sto ripercorrendo la mia vita": un vero scoop. Si tratta infatti dell'esordio di Bocciolo di rosa, il testo di Melissa P. che sta a Cento colpi di spazzola come l'Urfaust sta al Faust goethiano, come il Fermo e Lucia sta ai Promessi sposi di Don Lisander. Un romanzo che la giovanissima Melissa due anni fa sognava di pubblicare nella collana Pizzo nero dell'editore Gian Franco Borelli, specializzata in narrativa erotica al femminile e vera griffe per chi è appassionato del genere.
Racconti un po' come sono andate le cose.
Ma sì, Melissa detta Meli, oppure Loly o Lo,come si fa chiamare in entrambi i libri, io la conoscevo bene. Mi contattò un paio d'anni fa sul mio sito www.pizzonero.com, dove si può leggere gratis il primo capitolo di tutti i romanzi che pubblico. Melissa si presentava dicendo di avere 16 anni, una vita sessuale molto intensa e di dilettarsi a scrivere racconti erotici. Ne aveva già pubblicati diversi in siti specializzati, ma era interessata a raccoglierli seguendo un filo conduttore.
Come andò a finire?
Le email di Melissa erano curiose, intriganti, rivelavano una ragazza dalla personalità decisa e con le idee chiare nonostante la giovanissima età. La incoraggiai nel suo progetto e così mi arrivò Bocciolo di rosa, dove Melissa aveva unificato tutte le storie erotiche attorno a un unico personaggio, giocando in modo maliziosamente trasparente con l'identificazione autobiografica. Il testo, che a differenza di Cento colpi di spazzola era steso in forma di romanzo anziché di diario, mi piacque. Lo feci leggere anche a una mia collaboratrice. Ho ancora qui il giudizio editoriale. Parla di romanzo ben costruito, di stile maturo e mette in risalto come le esperienze di questa Lolita siciliana si accompagnino a una crescita di consapevolezza della propria femminilità.
Come mai, allora, "Bocciolo di rosa" non è entrato a far parte del catalogo di Pizzo nero?
Me lo sto ancora chiedendo. Melissa mi inviò il testo definitivo nel maggio 2002. Era ansiosa di vederlo in libreria, temeva addirittura che il romanzo potesse uscire a firma di qualcun altro. Poi la madre si oppose alla pubblicazione, perché la figlia era minorenne. Allora dissi a Melissa che avremmo firmato il contratto al compimento del suo diciottesimo anno. È da allora che sto aspettando. Ma non ho perso la speranza. Quando in Cento colpi trovo scritto "un eccitante pizzo nero in contrasto con la mia pelle bianca", mi sembra un riferimento scherzoso proprio alla collana Pizzo nero. Un buon auspicio.
E in attesa che questo sogno si avveri?
Beh, il lavoro non mi manca di certo. La mia "factory" erotica continua a sfornare scrittrici di successo. Per esempio Alina Rizzi: dopo una lunga battaglia per accaparrarsi i diritti, Tinto Brass sta per trarre un film dal suo libro Amare Leon. E Teresa Giulietti, autrice di Mercenaria dei sogni, uscirà a primavera con un romanzo erotico in una collana di Mondadori. Inoltre sto ripubblicando in una nuova versione riveduta La sottomissione di Ludovica, il piccolo "cult" sadomaso di Francesca Mazzucato. L'autrice di Hot Line (Einaudi), qualche anno fa, ha aggiunto alla ristampa di Ludovica un saggio dove scrive che, da Anaïs Nin in poi, è stata l'audacia femminile la grande novità che ha corroborato il romanzo erotico. Non è proprio questa dote innocente e insieme spudorata il vero spirito di Melissa?
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