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Camicia
di Seta di
Magma BD
Recensione
apparsa sul sito BondageVillage.com (24-11-2004)
“Dea…
Dea! Se un giorno dovessi mai incontrarti tutta la mia vita si
troverebbe improvvisamente sconvolta… Tutte le cose in cui mi
sono sforzato di credere cadrebbero all’istante, sei tu la
ragazza dei sogni, la musa di ogni bondager…”
Eh sì, cari abitanti del villaggio, devo ammetterlo, gli amici
di Camicia di Seta hanno fatto proprio un bel lavoro. Il
personaggio di Dea rappresenta perfettamente i desideri e le
fantasie di noi bondage-lover. Chi non vorrebbe conoscere,
avere, amare una bondagetta come Dea?
Nel romanzo, che è ben scritto e articolato, la storia si
evolve in modo esponenziale, fluida, semplice e complessa al
contempo.
Le descrizioni sono brevi e dettagliate, in una parola
“fresche”… La bontà del romanzo si manifesta con la
caratteristica di avere descrizioni minimali e la capacità di
creare nella mente del lettore il susseguirsi di immagini; come
in un film, il sottofondo si dipana in modo nitido e quasi
inconsapevolmente ci proietta nel contesto. Quindi la lettura
non è mai affaticante, “Camicia di Seta” si legge “tutto
di un fiato”, e poi di nuovo si rilegge appassionatamente.
Un’aspetto molto interessante è il delinearsi di una certa
morale, di una regola “bondagesca”, che si percepisce man
mano leggendo. Cioè che nostro malgrado il bondage condiziona
ampiamente le nostre vite normali.
Tutti i protagonisti, J e C, Dea, il giovane Master e il povero
MD (povero nel senso che gli manca la ricchezza della passione
BD), portano il segno del bondage che si riflette nella vita e
nel lavoro, ostacolandone e plasmandone svariati aspetti.
Penso capiti ad ognuno di noi appassionati di corde & C.
Lo percepisco bene perché capita anche a me: quante volte dopo
aver trascorso ore davanti al pc, in una chat, a fare self o a
legare la mia compagna, mi accuso di aver “rubato” tempo,
sottratto creatività al lavoro e allo svolgimento della vita
normale…
Noi tutti bondager o bondagette, master o slave, siamo
totalmente schiavi della nostra passione segreta, essa ci
domina, ci contrasta, è una passione che per meta ha una
soddisfazione sessuale, di piaceri e sensazioni che riguardano
la sfera intima, raggiunte in un modo che ancora non è
pienamente accettato dalla gente e dalla morale comune e quindi
innesca un senso di colpa.
“Cosa hai fatto oggi?” Sarebbe facile dire “Ho sentito
musica”, “Ho guardato un film”, “Ho fatto modellismo”
o “Giardinaggio”, ma non è facile dire ho fatto bondage…
Da tutto ciò si originano le famigerate “doppie vite”. Per
non soccombere a se stessi J e C si nascondono dietro una vita
di coppia apparentemente normale, Dea, a volte, vorrebbe
scappare, provando a condurre una vita normale, ma non può
farcela. Il rapporto con MD rappresenta la difficoltà di
condurre una vita normale per chi, come noi, ama il bondage.
Rinnovo i miei complimenti agli autori per questo lavoro che è
bello e piacevole ma anche introspettivo e profondo, induce al
ragionamento, al confronto con noi stessi spingendoci alla
ricerca di alcuni perché, che trovano ragione di esistere solo
in quelle che sono “le nostre” vite normali bondagesche. Così
come è la decisione finale di Dea, non ci resta altro che
accetare se stessi e seguire la corda, che in un caso, se ben
ricordo, portò qualcuno fuori dal labirinto…
Un ottimo regalo di Natale assieme ad un pacchetto di corde
nuove, una sfavillante ball-gag rossa e una marea di auguri a
tutti voi.
Magma BD
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